categoria:
56 è il numero della felicità. Do you know?

kivia ha scritto alle 16:00 | Permalink | commenti (1)

categoria:
lo sapevi che era del cristallo unito in aria.
Si è disgregato, è caduto.
Sei caduta.
Ora ti rinnamorerai tra 100 anni.

kivia ha scritto alle 15:57 | Permalink | commenti

categoria:
non più magrissima. non più. (non so se vale la pena ritornarci. forse sì).

A me batte il cuore in modo strano. Mi dà fastido che l'ultima volta che si è messo a battere, è stato per una persona che neanche conosco, che spreca le stesse parole con altre ragazze. Che ricerca altro da quello che sono io, ma non lo sa. Non lo sa perchè non sa chi sono.
Se lo sapesse, capirebbe che non abbiamo niente in comune. N I E N T E.

E io, devo ripetermi le solite cose: "non è per te. Sei ridicola, non è per te".

Ma quante volte dovrò ancora ripeterle, le stesse parole? Quante volte dovrò sentirmele dire, pronunciate da me stessa, espandersi nella mia testa, prendere come ostaggio le mie emozioni e i pensieri e negare loro di essere felici?
L'immaginazione è negare la realtà, dovrei smetterla di illudermi e di farmi del male, quando la vita delle azioni non sta nella mia mente ma davanti ai miei occhi. La vedo e la tocco. Non la immagino.
La vita che vedo e che tocco non è poi così bella. La fuga, a volte, diventa inevitabile.
Basta solo che resti tale.

kivia ha scritto alle 20:30 | Permalink | commenti

categoria:
Credo che mi abbia presa in giro o una cosa del genere.
Un ragazzo che ascoltando i miei pensieri dica di essersi innamorato di me.
Un'idiozia. Io ho mantenuto la lucidità e l'ho allontanato, gli ho fatto capire quanto si sbagliava.
E ora, giustamente, lui ha dimenticato tutto e va avanti. Io lo penso, per le belle cose che ha detto a me, anche se forse, fingeva o era soggiogato da qualche illusione.
No, non l'ho amato. Ma mi manca, come se avessi perso un amico a cui parlare di me, un amico che fondamentalmente non sapeva nulla. Come gli altri.
C'è per caso qualcuno che sa di essere compreso al 100% da qualche altra anima? Io, infondo, non credo.
Mi manchi e basta, questo anno, nella stupidità del nostro breve rapporto, lo dedico anche a te, perchè sei passato e-sembrerà fuori dal mondo- hai lasciato il tuo segno.

Per il resto...vivo.
Sono pigra, lo ammetto. Dovrei ottenere il massimo da me stessa, invece prendo parecchie pause.
Il cibo lo tengo sotto controllo, il resto, devo stringere i pugni.

"Verranno sempre dei giorni migliori"

kivia ha scritto alle 22:38 | Permalink | commenti (3)

categoria:
La cosa buffa è che io AMO. Io ADORO sempre qualcuno.
Io spremo la mente e il cuore, e dò qualcosa, quel poco che posso, perchè spesso (anzi, sempre) lui è distante e irraggiungibile.
Io amo. Ma chi mi ama?
Il dare senza ritorno fa male. Questa è la verità, e voglio urlarlo finchè mi mancheranno le forze anche per respirare: TU UCCIDI,  e non lo sai neanche.
Per questo non riesco ad odiarti, tu o chiunque altro tu possa essere.

Vorrei perdere peso e diventare eterea e inconsistente.
Vorrei guardarlo negli occhi e non doverli abbassare per paura di una sconfitta, del suo rifiuto, delle mie incertezze che mi fanno diventare così piccola.
Non ho tra le mani niente.

Ho provato a vomitare, ma non ci riesco ad andare oltre certi limiti. Ho paura di distruggere il mio stomaco, i reni, il cuore. Ho paura dello smalto dei denti che si consuma, delle ghiandole parotidee che si gonfiano e si infiammano. Dei miei occhi che diventano rossi e lucidi e di sentirmi ancora svenire.
Sono bloccata, non so come muovermi. Forse se io avessi un sostegno tutto questo potrebbe essere evitato.
Ma sono sicura che al mondo, infondo infondo, siamo soli. Nessuno riuscirà mai a penetrare nell'essenza dell'altro, a meno che i due non vivano d'amore profondo. Ma è impossibile che esista, da qualche parte, qualcuno che possa morire d'amore per un mostro senza apparenti sentimenti, come me.

kivia ha scritto alle 09:04 | Permalink | commenti (3)

categoria:
Due dita in gola non fanno la felicità.
Nè le viscere che ti scoppiano, la pancia pesante che dolora per le ultime intemperanze alimentari.

Sei tornata a casa. Eri stanca e stressata.
Hai posato la borsa, ti sei tolta le scarpe, hai lavato le mani.
Come in un rituale che si ripete e a cui non puoi fare a meno. I gesti sono gli stessi ripetuti meccanicamente. Se li salti, non ti senti più a posto.
Ti sei diretta in cucina. Una voce dentro: "non lo fare".
Il cuore che batte, le papille si dilatano.
Senti un mostro che divora lo stomaco, i tuoi pensieri, che ora si sono tramutati in ossessione.
Rischi di impazzire se non fai nulla per calmarlo. E ti ritrovi con violenza ad aprire la credenza e a mettere in bocca qualcosa per placare, per riempire un vuoto incolmabile.
Te lo senti addosso, pesante, buio e profondo. Il tuo vuoto.

Una lacrima ti scende sulla guancia. Poco importa.
Vai a pesarti.
Ti vorresti uccidere.
Anche questa volta non ci sono soluzioni:

Due dita in gola non fanno la felicità,
essere magre però sì.

La mia vita è talmente vuota, e io così debole e stupida, che per me, non ho nient'altro.
Questo è tutto.

kivia ha scritto alle 16:06 | Permalink | commenti (2)

Cosa mi manca per essere felice? Essere Magra. L'unica soddisfazione che conosco è avere un bel corpo. Senza censure o buonismi. Tristemente, una realtà a cui non riesco a fare a meno. Chi non conosce, si astenga.
 

commenti recenti

archivio

categorie

bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

counter
visitato *loading* volte.